L’importanza della narrazione nello sviluppo del bambino

Leggere al proprio figlio è importante già durante la gravidanza. È ormai ampiamente accertato infatti che il feto negli ultimi mesi può ascoltare la voce della madre. Questo è dimostrato dal fatto che già a poche ore dalla nascita risulta in grado di riconoscere la voce materna e la preferisce a quella di qualunque altro adulto. Allo stesso modo, il neonato è capace di riconoscere, quando gli vengono riproposte, le favole o i racconti che più spesso la madre ha letto durante l’ultimo periodo della gestazione. Il precoce riconoscimento uditivo avviene certamente anche per altri stimoli, ad esempio per le musiche a cui più di frequente si è stati esposti nello stesso periodo, ma nel caso della lettura il valore aggiunto sta nella valenza affettiva della voce materna, che si rivolge proprio a lui, come quando gli parla.

In tal senso è possibile “sensibilizzare alla lettura” così precocemente. Non solo, ma i testi scelti e letti dalla madre costituiscono già un primo “ricordo” comune da condividere e attraverso il quale riconoscersi reciprocamente: il neonato riconosce la madre ma anche la madre riconosce suo figlio e si sente riconosciuta da lui, e questo fa sentire uniti e gratifica entrambi.

Durante tutto il primo anno di vita la comprensione del testo non è chiaramente l’obiettivo primario. Ciò che in questo periodo è importante è che la lettura rappresenta uno dei modi di stare insieme e, come tale, rafforza il legame tra il bambino e chi si prende cura di lui.

Le figure sulle pagine dei libri occupano allo stesso modo un ruolo di primo piano. Le immagini grandi e colorate contribuiscono ad arricchire visivamente l’esperienza di immersione in quel momento speciale, insieme all’adulto che guida e accompagna. Il bambino può voler toccare il libro, sfogliarne le pagine, ed è bene lasciarlo fare perché possa stabilire anche lui un contatto diretto con l’oggetto mediante il quale si sta interagendo.

Successivamente la comprensione dei significati comincia a diventare anch’essa un elemento importante e allora l’attenzione al contenuto del libro che si sceglie diventa un criterio da tenere in maggiore considerazione.

L’idea di Myboo di creare dei libri personalizzati è molto interessante. Il protagonista delle azioni che si svolgono e delle vicende che accadono nelle pagine di questi libri ha il nome e le caratteristiche fisiche del bambino a cui sono destinati.

Non solo, anche gli altri personaggi e le ambientazioni sono realizzate “su misura”, ricostruendo la realtà familiare e quotidiana del bambino.

Questo facilita l’immedesimazione e consente al bambino di partecipare più agevolmente alle storie narrate. Egli in prima persona potrà sperimentare una vasta gamma di emozioni legate ad attività quotidiane o ad avvenimenti particolarmente importanti. Il gioco, il rapporto con i coetanei, il primo giorno d’asilo, la nascita di un fratellino o di una sorellina, potranno essere esperienze più comprensibili da questa prospettiva e prepararlo a viverle realmente, come qualcosa di già familiare e meno distante. Se poi si tratta di esperienze che ha già vissuto personalmente, la “rilettura” delle stesse, accompagnata da un adulto di riferimento, potrà aiutarlo a rielaborarle e a vederle sotto una nuova luce, magari più ricca e più completa o semplicemente più rassicurante.